Luis, sorbo

Il sorbo è un albero che produce frutti oggi da noi totalmente dimenticati. In passato invece, grazie all’ampia presenza di questa pianta, venivano utilizzati come cibo e anche nella farina, per allungarla, sebbene andassero prima fatti maturare a dovere.

Data la sua origine antichissima, questo è, appunto, un albero particolarmente importante per i celti. Diffusissimo ancor oggi in tutta la zona europea, dai fiori profumati e frutti colorati, facilmente attira lo sguardo e l’immaginazione.

Secondo la divisione in mesi dei celti, questo è l’albero che domina durante il secondo mese, ovvero quello che va dall’ultima decade di gennaio alla metà, circa, di febbraio. Il periodo preso in considerazione è quello incluso, infatti, tra il 21 gennaio e il 17 febbraio. Durante questo periodo cade il Sabba di Imbolc, importantissimo, per cui vi rimando a questo link per i significati.

Sono sicura che sentendo la parola “sorbo” vi verrà in mente il collegamento con “uccellatore, o degli uccellatori”. Questo è perché una delle varietà di questo albero si presenta con dei frutti piccoli e nutrienti di cui gli uccelli vanno molto ghiotti: vengono infatti da essi attratti e possono dunque essere cacciati (se sfortunati) o nutriti (se fortunati). Questo accade in particolare d’inverno, quando le sue qualità si fanno più evidenti, perché resistono questi frutti rossi: di certo il colpo d’occhio è assicurato!

Proprio per questo i druidi lo consideravano albero della vita: perché rinasceva da sotto la neve, donando frutti. In moltissime culture viene infatti considerato albero di protezione (riesce a creare anche nel clima più rigido, sotto la neve). Molti oggetti venivano creati con il suo legno, dalle croci, strette con un filo rosso, ad altri simboli di protezione, fino ad utilizzarne anche le bacche come perle di collane.

Uno dei motivi più importanti per la sua grande considerazione è il fatto che le bacche di questo albero hanno, sotto, un simbolo che ricorda quello del pentacolo. Anche questa è una delle ragioni per cui gli viene attribuita tanta potenza.

Date le sue proprietà concentrative e psichiche, questo albero è, secondo i nordici, particolarmente adatto per ciò che riguarda la creazione e l’incisione delle rune.

Secondo le credenze celtiche, chi è nato in questo periodo mostra delle qualità di grande indipendenza rispetto a tutte le altre persone, ma non sempre siete considerati per ciò che davvero siete. Persone riservate, nascondete sotto una scorza di freddezza delle grandi e sane passioni per l’eguaglianza sociale. Al vostro meglio siete degli eccellenti interlocutori, intelligenti e sensibili. Al vostro peggio, invece, potreste essere molto freddi con gli altri e non rispettare le promesse che fate.

Per quanto riguarda le divinità con cui è collegato, sicuramente il nordico Thor è uno di essi. Si racconta, infatti, che dovesse passare un fiume in cui però cadde. Non venne però trascinato via dalla corrente grazie a un sorbo, che allungò il ramo e lo trasse in salvo. Ma, secondo la mitologia nordica, anche la prima donna era fatta di questo legno.

Dal momento che ha proprietà sia protettive che di aiuto per quanto riguarda visualizzazioni e visioni, è un albero particolarmente legato all’immagine della crona, dunque a tutte le dee che si mostrano triplici e in particolare alla loro parte anziana.

Secondo i miti greci, Ebe era la dea della giovinezza, figlia di Zeus ed Era. Probabilmente era lei, servendo agli dei ambrosia e nettare da un calice di sorbo, che li faceva rimanere giovani per sempre.

L’animale mitologico cui è legato il sorbo è il dragone verde. Secondo i celti, i draghi erano animali molo importanti e potenti, perché la loro presenza o meno poteva influenzare le energie intorno. Quest’essere mitologico non era per forza alato, ma poteva anche essere identificato nel serpente d’acqua. Per fare un esempio, Stonehenge potrebbe essere stata costruita dove stava un drago. Essi stavano spesso a guardia dei sorbi a causa delle loro peculiari e potenti capacità, perciò li difendevano dai malintenzionati.

La figura del drago era tanto importante che il titolo celtico di capo era “pendragon”, testa di drago. Pensiamo ad esempio a Uther Pendragon, il padre di re Artù.

Per quanto riguarda l’alfabeto runico Ogham, si tratta della seconda lettera o runa, Luis (L). Questa prende il nome proprio dal sorbo e i suoi significati sono appunto di purificazione e protezione, di guarigione, di successo ma anche di intuizione psichica. È un simbolo di fuoco ed ha una grande importanza come portatore di luce. Se doveste dunque estrarlo in un oracolo oppure in una runa, sappiate che queste sono le tematiche su cui concentrarvi.


Un abbraccio,

A.

Precedente Elleboro Successivo La Luna

Lascia un commento