L’Aria

Respect the Wind – Van Halen

“Che lingua parla il vento? Di che nazionalità è una tempesta? Da quale paese viene la pioggia? Di che colore è un fulmine?” Fabrizio Caramagna

L’Aria è libera, astratta, incontenibile.

L’Aria è trasparente, è il cambiamento continuo, soffia da ogni luogo e vola verso ogni luogo. L’Aria si muove coi venti, viaggia con le brezze, si scatena con i tornadi, accarezza con le folate, non si ferma nemmeno in bonaccia.

L’Aria riempie, è calda, è fredda, è il nostro motore, entrando nei polmoni e donandoci l’ossigeno per respirare. L’Aria ci permette di sognare.

L’Aria soffia, scompiglia i capelli, alza le gonne, bacia labbra umide, accarezza corpi, solletica il naso, profuma, suona. Suona tra le fronde, tra le campanelle e tra le canne.

L’Aria è intellettuale, è sognatrice. Porta in alto aquiloni e mongolfiere, spedisce lontano le barche; “Vento in poppa!”, e si parte. L’Aria ama la scoperta, le sfide, i giochi.

Ma s’infuria: ed ecco i tornadi, spaventosi, terribili e magnifici spettacoli di nuvole che si spostano quasi saltellando, distruggendo tutto al loro passaggio. Ed ecco alberi sradicati, mareggiate e frane, ecco catene montuose lisciate e domate, ecco incendi dilaganti, tempeste, tuoni.

Non possiamo fermarla. L’Aria ci investe e nessun tentativo sarà mai abbastanza deciso per arrestarla. L’Aria è trasparente e impalpabile, compare furiosa e poi sparisce.

L’Aria è fantasiosa e si inventa un nuovo modo d’essere ogni giorno, trova uno scherzo in una folata, sbuffa e tuona e rumoreggia. E domani ripartirà. Perché è curiosa e arriva dappertutto.

L’Aria è trasparente, si mostra così com’è: e pare niente. Eppure è, e noi ci troviamo prigionieri e tutti circondati dal suo grande mistero.

L’Aria è volo, è ali, è libertà sul mare e sulla terra. Forse non è saggia, ma è coraggiosa e avventurosa; è impulsiva, curiosa, mai fissa anche quand’è ferma e mai statica anche quando stagna. Assorbe, dissipa, prende e trasforma.

L’Aria non cambia: resta sempre uguale eppure nessuno sa com’è; fruscia e si dibatte, soffia e imperversa, ma resta, trasparente e imprevedibile, calda oppure fredda, impetuosa o ancora ferma.

Può stagnare, inquinare, pesare. E più la carichiamo, più lei non potrà purificarsi, e meno potrà, e più entrerà in noi ancora infetta, perché non possiamo farne a meno. Il naso, la bocca di tutti gli esseri viventi servono proprio per lei: per farla entrare. Un movimento tanto automatico, che non sappiamo fermarlo, necessario alla vita.

L’Aria è Tramontana, Maestrale o Libeccio; Ostro, Scirocco, Bora o Grecale; arriva e noi non possiamo che aspettare.

L’Aria è Est, il Levante, annuncia il sole.

L’Aria è tramonto, ci accompagna a casa.

L’Aria è l’allegra primavera che fruscia, suona, tintinna, scalda e accarezza. L’Aria accompagna gli animali fuori dal letargo.

L’Aria è giallo, è oro, è bianco ed è azzurro, come i fiori, proprio come i fiumi – o il cielo.

Possiamo chiedere all’Aria di darci la forza di cambiare, di non restare mai uguale, di girare e rigirare e di trovare nuovi modi per espandere il nostro pensiero.

Quando ci sentiamo fermi, quando non abbiamo più stimoli, chiediamo all’Aria, e lei ci aiuterà a volare sulle ali della mente.

L’Aria ci aiuterà a volare per sempre, spensierati, senza limiti e senza confini.

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