Cos’è la Divinazione?

La divinazione è la pratica di leggere il futuro grazie a indicazioni soprannaturali.

La divinazione è praticata sin dai tempi più antichi e ogni cultura ha avuto una o più forme e modalità divinatorie, normalmente praticate da indovini o personalità religiose a cui si chiedeva consiglio. Presso molte culture, è stata una forma religiosa vera e propria (immagino che tutti conosciamo il famosissimo Oracolo di Delfi, ad esempio), mentre oggi è un’attività praticata per passione da parecchi e per scopi di lucro con prezzi da capogiro per altri.

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Un po’ di storia:

La storia della divinazione ha radici preistoriche. Sin da quando l’uomo ha cominciato a pensare, si è sempre interrogato sul futuro: certo, in quel momento la preoccupazione fondamentale era la sopravvivenza, perciò il buon andamento della caccia, piuttosto che lo stanziamento in un luogo o in un altro. Famose pitture rupestri raccontano di sciamani impegnati in riti per la fortuna o testimonianze sulla loro capacità di interpretare eclissi, la crescita di piante, il volo degli uccelli, eruzioni vulcaniche e così via.

Da quando abbiamo, invece, testimonianze scritte (parliamo quindi delle società della Mesopotamia), abbiamo anche esempi e pratiche di divinazione, che si basavano, come nell’epoca preistorica, sull’osservazione dei fenomeni naturali. Fu in questo periodo, inoltre, che nacquero l’astrologia e l’astronomia, allora considerate la medesima cosa.

tarot_card_readingNelle antiche civiltà egizia, greca e romana, erano estremamente popolari gli oracoli, ovvero delle personalità religiose che sapevano interpretare i segni mandati dagli dei e, a volte, ne erano loro stessi il mezzo, spesso grazie a dei fumi allucinogeni. Si trovavano nei santuari e venivano visitati con offerte e doni da persone di ogni ceto sociale. Cominciarono nello stesso momento a diffondersi anche gli Oracoli Sibillini, ovvero delle raccolte di risposte che venivano consultati anche per prendere decisioni politiche.

Dal Medioevo in poi, l’utilizzo della divinazione conobbe un progressivo abbandono perché considerato una pratica pagana, anche se in quel tempo nacquero, probabilmente, i suggestivi tarocchi.

Vi sono moltissimi modi di praticare la divinazione, alcuni conosciuti e praticati, altri invece quasi del tutto sconosciuti oppure ormai scomparsi, dalla divinazione osservando le viscere dei sacrifici umani all’osservazione del comportamento dei gatti. Ancora ci portiamo dietro molte convinzioni popolari: basti pensare che quando vediamo un gatto che si passa la zampina dietro l’orecchio pensiamo che pioverà, oppure se notiamo che le nuvole sono “a pecorelle”, siamo quasi certi che ci sarà “pioggia a catinelle”.

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La Cartomanzia:

Il metodo divinatorio che trovo più mio, con cui agisco e di cui vi parlerò è la cartomanzia. Nella cartomanzia possiamo trovare moltissimi tipi di strumenti: dalle carte Masenghini (quelle normali, solamente con i semi) ai tarocchi, alle sibille e agli oracoli. Quasi tutte sono illustrate e talvolta hanno anche delle indicazioni scritte sopra.

Se hai già il tuo mazzo, tanto meglio; se invece non lo hai ma lo desideri, sappi che puoi trovarne di ogni tipo e dimensione, basta sapere dove cercare. Una libreria esoterica sarebbe la scelta ottimale, ma se non ce n’è una vicino a casa, spesso i tarocchi e le sibille principali si trovano anche in cartoleria o in tabaccheria. Altrimenti, fortunatamente abbiamo il potente mezzo di internet 😉

La cosa importante è che ricordi che, una volta scelto quale mazzo usare (se tarocchi, sibille, ecc), ne sceglilarge uno che senti proprio “tuo”. Puoi anche crearlo per i fatti tuoi. È essenziale sentire un legame con il proprio mazzo di carte, altrimenti non riuscirai ad avvertirne le variazioni.

Ti faccio un esempio pratico e personale: il mio primo mazzo di tarocchi l’avevo trovato in un giornalino, quando ero molto piccola. L’avevo conservato e quando ho deciso di studiare più approfonditamente quest’arte l’ho tirato fuori e ho provato a fare una lettura. A prescindere dal fatto che non sapevo come fare una stesa, non riuscivo proprio a capirlo. I significati si scontravano e dentro di me sapevo che qualcosa non andava: non riuscivo a leggere nulla. Alla fine ho deciso, molto frustrata, di creare un mazzo tutto mio. Ho cercato su internet un mazzo che mi piaceva (un tipico mazzo di tarocchi marsigliesi), ho stampato le carte sia sul davanti che sul retro e infine le ho plastificate.

Per quanto possa sembrare un metodo scontato, per me è stato un punto d’inizio. Successivamente ho comprato altri mazzi e ho scoperto che cosa fa di più per me, cn quali interagisco meglio, che cosa mi rappresenta, però almeno per cominciare, avevo un rapporto con un mazzo che trovavo bellissimo e che ancora adesso talvolta utilizzo, sebbene abbia successivamente scoperto che non è il mio ideale e che le stese migliori le faccio con altri mazzi.

Da dove nascono i tarocchi?

tumblr_lsbq09c4ba1qaab22o1_500Sappiamo che i primi tarocchi nacquero tra il periodo del Medioevo e quello del Rinascimento, probabilmente in Italia, ma la loro origine, l’utilizzo e tutto ciò che li circonda è oscuro. Sappiamo però che i più famosi sono le Tarot de Marseille (anche i più utilizzati) e che, almeno inizialmente non erano adibiti alla divinazione ma solamente al gioco. Solo successivamente i tarocchi cominciarono ad essere utilizzati, prima tramite l’aiuto di un libro di risposte sibilline e in seguito da soli, come ora.

Verso la fine del 1700 cominciarono a diffondersi grazie a Etteilla, a Parigi, l’autore di più d’un libro riguardante il significato dei marsigliesi. In un periodo immediatamente successivo compare la più famosa cartomante, conosciuta per nome e per mazzo ancora adesso, ovvero Mademoiselle Lenormand, che le leggeva alla corte di Napoleone.

In ogni caso, le carte seguono il principio alchemico del “così sopra, così sotto”; è da intendere con il fatto che ogni cosa nell’enorme universo è strettamente legata alla nostra vita terrena e che le carte riescono a mostrarci molto su di noi e sugli altri e ci consigliano, essendo una via di passaggio tra l’universo e la nostra vita.

Regole della cartomanzia:

La cartomanzia segue alcune semplici regole che devono sempre e comunque essere applicate.

1- Il mazzo deve essere purificato. Appena acquistato deve cominciare ad assorbire la nostra energia dopo aver perso quella che gli è stata conferita dalla creazione. Ci sono moltissimi metodi per purificare i tarocchi e tutti hanno idee diverse a riguardo. Personalmente, di solito li tengo in mezzo ai miei vestiti fino alla luna piena, in modo che si impregnino di energia. Arrivata la luna piena, li lascio alla luce della luna per tutta la notte, per caricarli. Il giorno seguente, sono pronti per essere utilizzati.

2 – Utilizza il mazzo il più possibile. Il mazzo è tuo. La connessione e lo scambio di energia deve essere con te. Munkee_0805112034Perciò tienitelo vicino, giocaci, mischialo, accarezzalo, esaminalo, leggilo… insomma, l’importante è renderlo più tuo possibile. Devi sentirti totalmente a tuo agio con il mazzo in mano, deve essere una sorta di arto in più. Conoscilo in profondità. Fidati di lui.

3 – Il mazzo non si tocca. Lo scambio di energie deve essere tra te e il tuo mazzo, non si deve disperdere né deve prendere energia da altri. Capita molto spesso che un cartomante permetta al consultante di spezzare il mazzo, che gli faccia scegliere le carte oppure addirittura mischiare, per creare il flusso di energia e indirizzarlo proprio a quella persona. Quello è l’unico momento in cui un’altra persona può venire a contatto con le carte, ma non è necessario. Per i restanti momenti, sempre meglio evitare. Ripeto, il mazzo è tuo e lo scambio di energia deve essere con te. Personalmente, non faccio toccare i miei tarocchi da nessuno e in nessun momento, ne sono estremamente gelosa.

Queste sono le regole fondamentali. Comincerò a breve a parlare dei tarocchi, delle carte e dei loro significati.

Siate benedetti )O(

A.

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